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Franco Cesati Editore

Una casa editrice indipendente che da 30 anni opera nel campo della linguistica, della filologia e della letteratura.

La Franco Cesati seleziona, pubblica, valorizza e diffonde i frutti della ricerca di atenei non solo italiani ma di tutto il mondo.

Con le sue collane, dirette da letterati e linguisti di fama internazionale, è ormai un punto di riferimento nel panorama dell’editoria. Vanta l’unica lettura dantesca completa curata da un ateneo straniero – l’Università di Zurigo – edita in Italia. Dialoga costantemente con le più importanti associazioni del settore d’interesse (Asli, Aipi, Silfi) e con enti come l’Istituto Petrarca e l’Accademia della Crusca.

Nel 1998 è stata insignita del Premio della Cultura assegnato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

CIVILTÀ ITALIANA– Collana dell’AIPI

CONTESTI DI APPRENDIMENTO DI ITALIANO L2 – Terza serie

Tra teoria e pratica didattica

Da

AA.VV.

L’italiano è la quinta lingua più studiata nel mondo. I motivi sono i più diversi: passione per la letteratura e le arti, turismo, studio, lavoro; senza dimenticare il fenomeno, sempre più frequente, di apprendimento legato ai flussi migratori. Numerosi anche gli approcci didattici, ognuno dei quali propone un differente metodo teorico (acquisizione delle strutture fonologiche, morfologiche e sintattiche) e pratico (pronuncia, competenza lessicale, comunicativa e pragmatica). Ai contesti di apprendimento dell’italiano L2, nel continuo rapporto che intercorre tra teoria e pratica è dedicato il volume a cura di Michaela Rückl, Elisabetta Santoro e Ineke Vedder, docenti di lingua italiana nelle università di Salisburgo, San Paolo e Amsterdam e membri dell’AIPI, l’Associazione Internazionale Professori di Italiano. Nove saggi compongono una guida agile e utile pensata per insegnanti ma anche studenti di glottodidattica e appassionati della materia. A introdurre la riflessione sono i saggi di Carmelo Averna, Ineke Vedder e Elisabetta Santoro, rispettivamente sulla coordinazione sintattica nei testi scritti in italiano L2 e L1 sullo sviluppo della competenza pragmatica in italiano L2, un esperimento a partire da un corso online. Seguono le riflessioni di Eva Klimova (tema: i principi dell’ordine delle parole in lingue tipologicamente diverse) e di Piotr Podemski sul metodo di insegnamento bilingue in Polonia basato su letteratura, storia ed arte. Conclude la prima sezione del volume il saggio di Michaela Rückl, Enrica Rigamonti e Rachele Moriggi, che propone un approccio didattico plurilingue all’italiano come lingua straniera. Con la seconda sezione la prospettiva cambia, si apre verso metodi di apprendimento meno tradizionali, all’incrocio tra grammatica e civiltà italiana con le suggestioni di Domenica Elisa Cical, Michaela Rückl e Rachele Moriggi; dalla tecnica didattica basata su testi letterari, come Il Gattopardo e i racconti di Lucarelli, ai film fino all’innovativa proposta di Enrica Rigamonti: il ‘cantastorie’ in classe.

Date de parution
2014
ISBN
978-88-7667-475-4

DAI MARGINI A DENTRO, DA DENTRO AI MARGINI – Terza serie

Mappe dei cambiamenti letterari e culturali

Da

AA.VV.

Oggi ci troviamo a fare i conti con una cultura universale e allo stesso tempo localmente articolata in termini sia di spazio geografico sia di strati e gruppi di società: la lingua funziona quindi in tanti linguaggi, e così ogni fenomeno di comunicazione diventa un gioco multilaterale. Fra queste numerose isolette, fra questi strati e campi di cultura ci sono altrettanti margini, dei quali dobbiamo renderci conto per registrarli e interpretarli, tanto più che essi vengono sempre trapassati dagli usi culturali. La lingua, del resto, è da intendersi come entità dinamica, mai statica. In particolare, i processi di trasformazione e di interazione dei linguaggi sempre in movimento assumono pregnanza se esaminati in sinergia tanto con i fenomeni migratori quanto con le esperienze di stabilità, di una stabilità, però, che risulta inevitabilmente esposta a costanti e significativi mutamenti d’ambiente. Oltre a evidenziare questo paradosso di lingua e di cambiamento storico, i contributi raccolti in questo volume si coniugano bene anche per costruire un panorama pluridimensionale che porterà il lettore a riflettere sul presente e sul futuro della sua lingua. All’interno i saggi di Endre Szkárosi, Francesco Della Costa, Adriana Cappelluzzo, Elena Paroli, Sara Murgia, Anna Szirmai, Agata Pryciak, Dénes Mátyás, Tamara Török, Márcia de Almeida, Elis Deghenghi Olujić, Nikolina Gunjević Kosanović, Andrijana Jusup Magazin, Laura Nieddu, Antonia Luketin Alfirević, Patrick Cherif.

Date de parution
2018
ISBN
978-88-7667-713-7

FIUMI REALI E IMMAGINARI NELLA LETTERATURA ITALIANA – Terza serieiumi reali e immaginari nella letteratura italiana

Luoghi, simboli, storie, voci

Da

AA.VV.

Il volume affronta la tematica ampia e coinvolgente del fiume nella letteratura italiana dal Medioevo fino ai contemporanei, dal Tre- al Cinquecento (Petrarca, Ariosto, Tasso), dal Sei- all’Ottocento (il melodramma sei- e settecentesco, Pascoli, Leopardi, Manzoni) e alla narrativa e poesia del Novecento (Svevo, Ungaretti, Bacchelli, Pasolini, Sereni, Raboni, Magris, Celati, ecc.). Le pagine della nostra letteratura sono “zuppe” dell’acqua dei corsi che hanno segnato la Storia (il Po, il Tevere, l’Arno, l’Adda, l’Adige, il Piave, l’Isonzo), ma anche a quella di piccoli fiumi o affluenti, tra i quali l’Archiano, il Tresa, il Serchio, il Nera, il Metauro, ecc. Fiumi come luoghi storici e geografici reali, ma anche immaginari, mitici o fantastici, che collegano opere letterarie, Storia e “piccole” storie individuali. Nell’immaginario letterario, il fiume può essere lo spazio in cui è ambientato un viaggio, un intero testo o brano testuale. Ma, intorno al concetto o all’immagine del fiume, si colloca inoltre un ampio ventaglio di connotati e simboli: lo scorrere del tempo, il fluire della vita, la dissoluzione o la perdita dell’identità; al corso del fiume si ricollegano delle tematiche incentrate sulla conoscenza, sulla coscienza, sulla memoria, sull’oblio. Per non parlare della ricca gamma di simboli spesso collegati alle valenze simboliche dell’elemento ‘acqua’, alla sua trasparenza e purezza, ai suoi colori chiari, verdi, azzurri. Questi alcuni degli approcci e delle suggestioni di un libro che percorre l’Italia da nord a sud attraverso le pagine più belle della nostra letteratura “d’acqua”.

Date de parution
2018
ISBN
978-88-7667-709-0

INTERAZIONI LINGUISTICHE, LETTERARIE E CULTURALI TRA L’ITALIA E I PAESI D’OLTRALPE DAL QUATTROCENTO AL NOVECENTO – Terza serie

Da

AA.VV.

Dal XV secolo è preponderante, in Italia, la presenza di musicisti provenienti da paesi franco-fiamminghi e d’oltralpe in genere. Il contributo di questi artisti alla cultura della Penisola è ormai noto, così come lo è il fenomeno contrario: la creatività melodica italiana che si combina con il sistema composivo fiammingo, basato sul contrappunto, sull’elaborazione polifonica e sull’artificiosità. Esiste una sottile continua frequentazione delle culture destinate a diventare il presupposto di un’intera­zione su più piani: letterari, linguistici, sociali e di costume. I vari capitoli del volume guidano il lettore alla scoperta della commistione di arti e saperi che caratterizza l’Italia e i paesi d’oltralpe a partire dal Quattrocento. Disposti in ordine cronologico e “crescente”, i saggi propongono un progressivo allontanamento, in termini spaziali, dal baricentro del bacino del Mediterra­neo verso orizzonti culturali e letterari, temi, motivi che raccontano di “altre” visioni dell’idea di italianità. Per poi tornare a riferirsi a un’italianità più tradizionalmente intesa – si potrebbe dire come “punto di partenza”: dalla ripresa della caratterizzazione manzoniana del binomio ragione/sentimento alla rifles­sione sui movimenti migratori e sul corrispondente flusso di coscienza, predominante in autori otto-novecenteschi come De Amicis, Svevo e Pirandello; dal tema dello “sguardo” verso l’Italia nell’esperienza montenegrina di Lazar Tomanovic e in quella italiana di Raffaele La Capria alla lettura della realtà cultu­rale e territoriale della Sardegna in Marcello Fois.

Date de parution
2016
ISBN
978-88-7667-577-5

ITALIA E EUROPA: DALLA CULTURA NAZIONALE ALL’INTERCULTURALISMO – Voll. I / II – Nuova serie

Atti del XVI Congresso A.I.P.I. (Associazione internazionale professori di italiano), Cracovia, 26-29 agosto 2004

Da

AA.VV.

L’opera contiene gli Atti del XVI Congresso Internazionale dell’Associazione Internazionale Professori di Italiano svoltosi a Cracovia nell’agosto 2004. La città, nominata nell’anno 2000 capitale europea della cultura, e la sua Università Jagellonica, hanno infatti suscitato un vivo interesse nei partecipanti al precedente congresso di Brunico. In tal modo, dopo decenni di isolamento imposto, per ragioni ideologiche e geopolitiche, dai regimi totalitari dell’ex blocco sovietico, l’Associazione ha potuto organizzare, per la prima volta nella sua storia, il congresso in un paese liberatosi dai vincoli del totalitarismo e ritrovatosi nelle strutture unitarie europee. Cracovia si presta ad essere un punto di incontro tra popoli, un incrocio degli itinerari, anche culturali e scientifici, che dal Sud al Nord e dall’Ovest all’Est del nostro continente passavano da tempi remoti, e passano oggi, attraverso la parte centrale dell’Europa. Il titolo del Congresso – Italia e Europa: dalla cultura nazionale all’interculturalismo – concorda perfettamente con la menzionata “vocazione” storica di Cracovia e, allo stesso tempo, si ricollega ai processi di integrazione e al contemporaneo mantenimento dell’identità culturale e linguistica dei singoli popoli. L’incontro di Cracovia ha riunito più di 250 partecipanti provenienti da oltre 30 paesi dell’Europa e di altri continenti e gli atti pubblicati raccolgono contributi dei maggiori italianisti italiani e stranieri e spaziano dalla letteratura alla linguistica cercando di rispondere al quesito: “Esiste o è mai esistita una cultura nazionale italiana?”.

Date de parution
2006
ISBN
978-88-7667-220-0

ITALIA TRANSCULTURALE – Terza serie

Il sincretismo italofono come modello eterotopico

Da

2015-2016: apice della crisi europea dei rifugiati. – Sullo sfondo di un panorama culturale, politico e sociale italiano soggetto a profonde trasformazioni, il discorso letterario, passato e presente, sembra farsi portavoce di un nuovo modello: quello della transculturalità. Si tratta di una visione che descrive un posto altro, eterotopico, relativamente al tentativo di affermare forzosamente l’idea di omogeneità culturale. Altro anche di fronte ad un canone letterario raramente inclusivo rispetto a soggetti e temi portatori di diversità. Il volume raccoglie 10 saggi di autori internazionali che indagano la transculturalità italiana nelle sue varie declinazioni. Volendo offrire uno stimolo alla critica letteraria italianistica, le loro riflessioni espandono il contesto transculturale italofono tra il Sud, l’Europa e altri continenti ancora, fino a poter definire più esattamente le relazioni eterogenee tra l’Italia e la migrazione planetaria. L’obiettivo delle ricerche qui presentate è diretto verso un primo inventario analitico e sistematico delle morfologie di un conforme sincretismo, storico o contemporaneo che sia. Esso si esprime in molteplici fenomeni letterari e/o mediatici reperibili nella cultura italiana, anzi italofona, che insieme plasmano una Italia transculturale. All’interno i saggi di Dagmar Reichardt, Nora Moll, Matteo Martelli, Luigi Saitta, Dario Prola, Maria Belén Hernández González, Rotraud von Kulessa, Rosa Maria Grillo, Lorenzo Filippo Bacchini, Francesco Chianese, Leonarda Trapassi e Maria Grazia Negro.

Date de parution
2018
ISBN
978-88-7667-716-8

LA CITTA’ ITALIANA COME SPAZIO LETTERARIO NEL CONTESTO MEDITERRANEO (1990-2015) – Terza serie

Da

AA.VV.

Dal punto di vista spazio-letterario le città del Bel Paese si palesano, nell’ultimo venticinquennio, come entità estremamente fluide per quel che concerne l’identità, la cultura e persino lo stesso territorio materialmente inteso. Sono sempre più osmotiche, anche se talvolta forzatamente, verso i movimenti di persone e di idee provenienti dal Sud europeo e mediterraneo. Stando così le cose, l’Italia si pone, o è posta, come lo spazio di discussione tra il Nord e il Sud dell’Europa e i Paesi dell’intero bacino del Mediterraneo, uno spazio che, più di ogni altro, vive gli scontri, i dissensi in cui i dialoghi si tramutano, in questi anni, in arringhe appassionate dei nuovi nazionalismi in crescita esponenziale. Uno stato di cose simile, di tensione perenne, si riflette inevitabilmente sullo spazio urbano, che vive il crampo della conurbazione e del campanilismo. Ciò, però, non significa affatto che lo spazio letterario italiano nel suo contesto mediterraneo sia stato reso instabile al punto da risultare sfuggente a uno sguardo critico. Piuttosto, esso è mutevole nel più fecondo dei modi: la pluridecennale crisi che ormai lo caratterizza pare fungere da catalizzatore nella percezione di sé di quello spazio come avamposto del Sud e del Mediterraneo a cospetto dell’Europa settentrionale, nel ruolo complesso dell’ottavo nano del G8 e, al contempo, del Paese leader, malgré lui, di un Sud europeo in rapida espansione. All’interno saggi su Sciascia, Ferracuti, Piazzese, Consolo, Svevo, Sorrentino, Ferrante, Parrella, Quarantotti Gambini, Ammaniti e altri.

Date de parution
2018
ISBN
978-88-7667-715-1

LA COLLABORAZIONE ARTISTICA NELLA LETTERATURA ITALIANA DEL NOVECENTO – Terza serie

Da

AA.VV.

Nei vari programmi di rivoluzione estetica lanciati dalle avanguardie storiche del primo Novecento, nuova attenzione è rivolta alle forme d’espressione interartistica che in non pochi casi sconfina nell’esigenza di superare le divisioni fra le varie discipline artistiche. Punto di partenza del volume è proprio il Futurismo; alle poetiche e alle pratiche del movimento avanguardistico italiano sono dedicati ben quattro saggi: La visione globale e poliespressiva del Futurismo italiano: verso il superamento della figura dell’artista di Antonio Saccoccio, La Grande Guerra di Marinetti o la sinergia delle arti in Sintesi futurista della guerra, Battaglia a 9 piani e L’alcova d’acciaio, di Sylvie Viglino, Il Gesamtkunstwerk futurista: l’esempio di Paolo Buzzi di Monica Biasolo e La fortuna del Futurismo italiano nell’Austria di inizio secolo. La rivista viennese Der Ruf (1912-1913) e Robert Müller di Arturo Larcati. Dopo l’interessante analisi di Giuseppina Giacomazzi sulla pluralità di linguaggi e incontro di culture in Alberto Savinio, segue una serie di interventi dedicata all’opera Luigi Pirandello; opera che non si contraddistingue soltanto per la trasformazione per così dire dall’interno dei vari generi letterari ma anche per l’attenzione verso l’evoluzione delle arti; si inscrivono in quest’ottica i testi di Karol Karp (Problemi a teatro? Sulla trilogia metateatrale di Luigi Pirandello), Lucilla Bonavita (Tra novità e tradizione: i Sei personaggi in cerca d’autore nella regia di Orazio Costa Giovangigli), Stefania Giovando (Luigi Pirandello: il sogno di una rivoluzione) e Lia Fava Guzzetta (Pirandello tra Futurismo e musical). Il percorso dedicato all’intermedialità prosegue con un’analisi sulla figuratività dei testi letterari tra gli anni Venti e gli anni Trenta e alla capacità dello stile letterario di quel periodo di adeguarsi e farsi permeare dai codici della cultura visuale, dalle tecniche pubblicitarie e cinematografiche, o più in generale dai linguaggi mediali; in questo contesto si inseriscono i testi di Sarah Bonciarelli sul Pitigrilli modernista, di Simona Campus sulla figura di Leonardo Sinisgalli direttore dell’Ufficio Sviluppo e Pubblicità Olivetti e di Roberto Salsano su teatro e metafora del teatro in Elsa Morante. wholesale rc toys Conclude il volume il saggio di Giuseppe Bomprezzi sulla questione della performance e l’ontologia del testo letterario.

Date de parution
2014
ISBN
978-88-7667-502-7

LA PAROLA E LA SUA RAPPRESENTAZIONE – Terza serie

Da

AA.VV.

Obiettivo del volume è tracciare le coordinate ideali che collegano la parola, di registro letterario (ma non solo), alla sua rappresentazione; azione che, inevitabilmente, la ‘interpreta’ e la ‘traduce’, adattandola al codice visivo. L’incontro della parola di Leonardo Sinisgalli con l’arte grafica di Mimmo Castellano e il loro confluire in un corposo volume di Atti è il tema dell’intervento di Palmarosa Fuccella. I complessi rapporti tra testo narrativo o poetico, la rappresentazione teatrale e la musicalizzazione hanno ispirato, invece, il lavoro di Vesna Deželjin, Maura Filippi e Rosa Maria Grillo, ognuno dei quali indaga rispettivamente: il percorso dal romanzo con connotazioni autobiografiche al dramma su temi caldi come l’esodo istriano; la genesi della costruzione del rapporto tra parola e musica nell’opera lirica; infine, gli spunti e riflessioni su libretto, musica, messe in scena, romanzi moderni intorno alla figura di Montezuma. Incentrati sul rapporto tra parola e immagine sono gli interventi di Giulia Dell’Aquila – sulle scelte di Giorgio Bassani per quanto riguarda le immagini di copertina ma anche la struttura geometrica delle sue opere – di Epifanio Aiello, su Barthes, Calvino e la fotografia, e di Sebastiano Martelli; un approfondimento, quest’ultimo, sul tema emigrazione e cinema, a proposito di Scotellaro. Ampio spazio è dedicato alle analisi delle scelte linguistico-stilistiche degli scrittori: dal saggio di Caterina Marras – sulle scelte di genere di Fortini, Sereni e Luzi per raccontare una simile esperienza odeporica – a quello di Antonia Luketin Alfirević sulle scelte linguistiche di Stefano Benni per rappresentare un mondo, fino alla’analisi di Federico Fastelli sulla sperimentazione artistico-letteraria di Nanni Balestrini. Il risultato di questa panoramica attraverso la letteratura e le arti grafiche è un interessante affresco del rapporto tra la parola e un insieme variegato e irriducibile di segni che la presenta/rappresenta, sostiene, accompagna, glossa, illustra, corregge, chiarisce, traduce e, forse, anche, tradisce.

Date de parution
2014
ISBN
978-88-7667-500-3

LA TRADIZIONE “IN FORMA” – Terza serie

Selezione e (de)costruzione del canone letterario

Da

AA.VV.

Quando è stata l’ultima volta che abbiamo sfogliato un’antologia? Magari quel libro di poesia ricevuto in regalo a Natale oppure il manuale scolastico per preparare l’esame di maturità? Spesso non ci rendiamo conto che nella vita quotidiana siamo circondati da antologie (dal greco ‘raccolta di fiori’), ovvero collezioni di oggetti testuali di raffinata bellezza o utilità intrinseca, come il cofanetto con l’opera completa di Montale o una recente ristampa della Bibbia. Un sistema letterario è contraddistinto da dinamiche di selezione e organizzazione, trasformazione e interazione; una comprensione più articolata di tali meccanismi può venirci dalla presa in considerazione dell’ampia e variegata gamma di “forme collettanee” che circolano all’interno di questo sistema. È pressoché impossibile immaginare che una tradizione letteraria non abbia elaborato i propri valori organizzandoli in qualche “fior da fiore”. Anche per questo motivo l’antologia è uno degli oggetti più interessanti attraverso cui studiare questioni come ‘periodizzazione’, ‘selezione e formazione del canone’, ‘rapporti tra ermeneutica e storia’, ecc. Eppure, una pratica testuale così strategica solo raramente è stata oggetto di ricerche autonome. Questo volume intende proporre una serie di percorsi di ricerca sui rapporti fra forme collettanee e tradizione letteraria, concentrandosi in particolare sul genere dell’antologia, attraverso riflessioni teoriche e studi di caso appartenenti alla storia letteraria italiana. All’interno i saggi di Carmen Van den Bergh, Bart Van den Bossche, Salvatore Ritrovato, Vera Horn, Toni Marino, Beáta Tombi, Eszter Papp, Linda Garosi, Martina Damiani, Fabrizio Fioretti, Ilaria de Seta, Laura Vallortigara, Marialaura Simeone, Sandro de Nobile, Claudia Crocco, Bart Dreesen, Eliana Moscarda Mirkovic, Nicoleta Calina.

Date de parution
2018
ISBN
978-88-7667-714-4

LETTERATURA E CINEMA – Terza serie

Da

AA.VV.

Da sempre il cinema trae ispirazione dalla letteratura; si pensi a “Il nome della rosa”, “Il Gattopardo”, “Il giardino dei Finzi-Contini”, “Il deserto dei Tartari”, tutti casi esemplari – oltre che riusciti – di quello che si intende con “adattamento cinematografico” di un’opera letteraria. I motivi della commistione tra parola e l’immagine sonora in movimento, tra la raccontabilità letteraria e quella cinematografica sono molti, non ultimo l’esigenza di registi e sceneggiatori di dare legittimità culturale a un nuovo mezzo espressivo. Con il passare del tempo la commistione tra letteratura e cinema si è evoluta; basti pensare alla lunga e feconda collaborazione tra scrittori e cineasti che caratterizzò il secolo breve (Guerra con Fellini, Zavattini con De Sica) e poi alla generazione di scrittori-registi, ovvero di quegli autori che, come Mario Soldati e Pier Paolo Pasolini, hanno scavalcato gli steccati e si sono misurati direttamente con le potenzialità narrative ed espressive del cinema. Complici anche i cambiamenti tuttora in corso negli studi letterari e culturali, il discorso sui rapporti tra letteratura e cinema negli ultimi anni ha subìto un’importante svolta interdisciplinare. Il volume in questione si pone proprio in questa nuova prospettiva d’analisi proponendo uno studio sul tema letteratura e cinema da una pluralità di approcci. Agli studi che analizzano modalità e risultati di particolari adattamenti – come il saggio di Maria Célia Martirani Bernardi Fantin “Illuminando i campi di grano del Sud: «Io non ho paura» di Gabriele Salvatores” – si affiancano lavori sulla paratestualità, sul metateatro, sull’intermedialità (come l’analisi svolta da Laura Belloni sul tema “Cinema e metateatro: «La Passione» di Carlo Mazzacurati”), ma anche indagini di carattere sociolinguistico o culturale (nel senso dei Cultural Studies) in cui lo studio delle differenze tra sistemi espressivi lascia il posto all’indagine sui significati della rappresentazione e sui suoi effetti nell’immaginario collettivo. È l’argomento dei saggi di Lorenzo Coveri (“«Noi credevamo». L’Italia linguistica negli anni dell’Unità nel romanzo di Anna Banti e nel film di Mario Martone»”) e Maria Bonaria Urban (“In Storie di pastori,www.mannernews.com banditi e vendette: l’immaginario sardo fra letteratura e cinema”).

Date de parution
2014
ISBN
978-88-7667-501-0

LETTERATURA, MUSICA E ARTI FIGURATIVE TRA SETTECENTO E NOVECENTO – Terza serie

Da

AA.VV.

Diviso in tre agili sezioni, il volume approfondisce la tematica del dialogo tra letteratura, arti figurative e musica. La prima parte si apre con il saggio di Sergio Portelli sul tema “Il Metastasio a Malta: la cantata e il mito didoneo sull’isola dei Cavalieri nella seconda metà del Settecento” per poi proseguire con le analisi di Nicoleta Calina e di Monica Jansen, rispettivamente sulle traduzioni ottocentesche dei libretti d’opera italiani in romeno e sui loro traduttori e “La vita, amico, è l’arte dell’incontro”. All’interpretazione di opere di D’Annunzio, Montale, Ungaretti e Zanzotto è dedicato l’approfondimento di Giovanni Inzerillo mentre in un contesto più contemporaneo si collocano le riflessioni sulla scrittura tra prosa e musica di Magrelli, Benni e del connubio musica e versi in Mauro Sambi proposte dagli studiosi Clemens Art, Inge Lanslot e Sandro Cergna. Scorrendo tra le pagine si arriva alla seconda sezione in cui gli studiosi Laura Cannavacciuolo, Christine Farrugia, Michel Bastiaensen e Domenica Perrone, Vincenza D’Agati, Daragh O’ Connel si concentrano sulle convergenze letterarie e artistiche riscontrabili in Boito, Migliaro, Serao, Mazzolani, Sciascia, Joppolo, Consolo. A dare un’ulteriore esemplificazione dell’uso di plurimi codici espressivi concorre, con un’angolazione differente, infine, il saggio di Tabea Kretschmann, sulle ultime e più moderne rivisitazioni della Divina Commedia compiute da alcuni artisti contemporanei con cui si conclude l’ultima sezione del volume.

Date de parution
2014
ISBN
978-88-7667-503-4

LINGUE E LETTERATURE IN CONTATTO – Voll. I / II – Nuova serie

Atti del XV Congresso Internazionale A.I.P.I. (Associazione internazionale professori di italiano), Brunico, 24-27 agosto 2002

Da

AA.VV.

L’opera contiene gli Atti del XV Congresso Internazionale dell’Associazione Internazionale Professori di Italiano svoltosi a Brunico nell’agosto del 2002. Brunico, città di frontiera linguistica tra italiano e tedesco, risulta luogo ideale per discutere l’approccio alle varie lingue e letterature con una particolare attenzione alla lingua italiana. Proprio da qui, dunque, parte un interessante dibattito sull’interculturalità linguistica in anni di grande circolazione dei popoli in una nuova concezione d’Europa che, dopo la moneta, forse dovrà pensare anche ad un comune sentire e soprattutto ad un comune parlare. Il vocabolario della lingua italiana, in continuo movimento, accetta ogni anno vocaboli nuovi che fanno parte di un idioma quotidiano a cavallo tra lo “slang” e l’adattamento ai nuovi materiali d’uso: computers, fax, posta elettronica ecc. Va quindi creandosi, quasi naturalmente, un linguaggio comune “di contatto” tra le varie lingue europee. L’incontro di Brunico ha riunito oltre trecento studiosi (provenienti da tutte le parti del mondo) che sui “contatti” linguistici, dai testi letterari, alla didattica, hanno discusso per tre giorni spaziando da Dante agli scrittori contemporanei, dal dialetto alla lingua d’uso, con l’ambiziosa volontà di abbattere i limiti di ogni universo linguistico ostinatamente chiuso dentro frontiere intellettuali strettamente nazionali.

Date de parution
2004
ISBN
978-88-7667-180-7

L’ARTE DELLA SCRITTURA DELLE VITE – Terza serie

Contesti auto-biografici e autobiografismo nella letteratura italiana

Da

AA.VV.

Il volume si propone come spazio di riflessione critica su auto-biografia e autobiografismo intorno alla figura e al mito dell’artista. Vi si analizzano narrazioni e testi che nell’arco della storia della letteratura italiana – dal Trecento fino alla contemporaneità – progettano, inventano, falsificano, costruiscono, ricostruiscono o decostruiscono un destino artistico. In questo contesto teorico-critico, in Italia e altrove, si inquadrano gli studi intorno alla scrittura auto-biografica, alla rappresentazione letteraria delle vite degli artisti, autobiografie di artisti come narrazione storica e riscrittura della storia ufficiale, su aspetti tematici e modalità stilistiche nella auto-rappresentazione del percorso artistico individuale. sezioni: 1) Figure di artisti – auto-rappresentazioni; 2) Dialoghi auto-biografici tra scrittori; 3) Lo sguardo memoriale delle scrittici del Novecento; 4) Poeti e autobiografismo: esperienze novecentesche. Tra le figure degli artisti della prima sezione spiccano Dante, Dario Fo, Joyce, Pirandello per la letteratura e Leonardo, Caravaggio, Mantegna, Raffaello, Michelangelo e Giotto tra gli artisti; mentre i successivi contributi spostano l’attenzione invece sui dialoghi autobiografici tra scrittori in due momenti chiave della cultura italiana: fra Francesco Vettori e Niccolò Machiavelli e Giambattista Vico esaminando inoltre quella forte tendenza all’autobiografismo, prevalente nella letteratura napoletana del Settecento.La terza sezione sposta lo sguardo esclusivamente sulla scrittura femminile in epoca moderna: Ada Negri, Anna Maria Ortese,e le testimonianze di Marisa Madieri, Nelida Milani Kruljac, Anna Maria Mori e Graziella Fiorentin che hanno contribuito allo svilippo della memoria autobiografica nella cultura italo-quarnerina. Ancora il novecento, questa volta in poesia per la quarta sezione: Montale e Alda Merini. Infine, Leonarda Trapassi conclude il libro con un saggio che raccoglie insieme i vari nodi critici del volume e offre un’articolazione agli approcci auto-biografici e all’autobiografismo che, al di là del dibattito teorico sulle definizioni e categorie dei generi letterari, intende estrapolare le presenze e il ruolo del protagonismo degli scrittori nel ricostruire il dialogo tra riflessione metaletteraria e discorso artistico.

Date de parution
2014
ISBN
978-88-7667-504-1

L’INSEGNAMENTO DELL’ITALIANO DENTRO E FUORI D’ITALIA – Terza serie

Da

AA.VV.

La ricerca sulla didattica dell’italiano L2/LS è in co­stante evoluzione, a causa sia della mutevolezza degli usi linguistici sia della complessità sociale e psicologica che caratterizza – oggi più che in passato – i contesti di apprendimento. La pluralità di etnie e culture che convivono, a volte in modo conflittuale, all’interno delle odierne società e delle classi scolastiche, la rapidità dei cambiamenti nel costume e nei comportamenti sociali, la potenza dei mezzi d’informazione e delle reti di relazione interpersonale stanno modificando le forme della comunicazione e le modalità del rapporto didattico. Diventano sempre più necessarie, quindi, indagini linguistiche e glottodidattiche approfondite, che da un lato analizzino le innovazioni della norma indotte dall’uso dell’italiano da parte di parlanti non nativi, dall’altro orientino la sperimentazione di approcci metodologici calibrati su un’u­tenza ormai fortemente diversificata sotto il profilo sociale e culturale. In questo volume non mancano, dunque, riflessioni su problematiche prettamente didattiche inerenti alle pratiche d’insegnamento in contesti di L2 ed LS e alla formazione dei docenti, alle esigenze di appren­dimento dei discenti, all’offerta di materiali e strumenti, nonché alle possibilità di formazione, aggior­namento e confronto, in presenza o a distanza, di cui possono disporre i docenti. Completano l’analisi approfondimenti su temi sempre più centrali in ambito glottodidattico: l’abilità di traduzione, l’analisi testuale, l’apprendimento della lingua per lo studio e la scrittura, sul cui ruolo nel processo di sviluppo cognitivo e linguistico si va da qualche tempo concentrando l’interesse di psicologi e neurolinguisti.

Date de parution
2016
ISBN
978-88-7667-589-8

L’italiano lungo le vie della musica: la canzone

Da

Non meno che all’opera lirica, alla canzone cosiddetta “leggera” è dovuto il persistente successo della lingua e della cultura italiana nel mondo. In questo volume si affronta il tema da un punto di vista prevalentemente linguistico e testuale, senza trascurarne il risvolto didattico. Sia che si tratti di profili diacronici o tematici complessivi (storia della canzone e storia dell’Italia unita; uso del dialetto nella canzone italiana); sia che ci si occupi di singoli artisti del passato (come Rodolfo De Angelis) o di esponenti della grande tradizione della canzone d’autore (Fabrizio De André e il suo rapporto con Umberto Saba, Vinicio Capossela, Francesco Guccini); sia infine che si illustrino singoli momenti e movimenti (Italo Calvino e i Cantacronache, il progressive rock all’italiana, la lingua del recente fenomeno rap), i saggi non mancano di inserire il fenomeno nel contesto internazionale, come è ancor più esplicito negli interventi relativi all’italiano usato da cantanti di madrelingua non italiana. Ma la canzone può essere anche un supporto prezioso per l’insegnamento della lingua e della cultura italiana a stranieri, come si mostra nei saggi della seconda sezione, da una riflessione generale di carattere neurolinguistico all’impiego della canzone d’autore come avviamento all’educazione letteraria, a specifiche esperienze didattiche in diversi contesti linguistici (Polonia, Croazia). Il volume si rivolge dunque non solo a italianisti e linguisti interessati alle forme espressive della canzone italiana, ma anche a chi di questa si serve nella pratica didattica quotidiana.

Date de parution
2020
ISBN
978-88-7667-832-5

Moda Made in Italy – Terza serie

Il linguaggio della moda e del costume italiano

Da

AA.VV.

Il tema del Made in Italy è molto di moda: tutti ne parlano, in molti ne scrivono. Ma, come insegna il mondo del fashion, quel che conta spesso sono le sfumature, il taglio, la linea: di un abito come di un libro. Il volume affronta il tema della moda italiana da una prospettiva del tutto inedita: indossando prima i panni del letterato e poi il cappello del linguista. Nella prima parte, gli studiosi affrontano il tema del ruolo dell’abbigliamento in letteratura e nelle altre arti: dalle favole di Straparola all’analisi del codice vestimentario nella poesia satirico-giocosa dell’Ottocento fra Nord e Sud Italia; dalla funzione del dress-code nel romanzo e nel film ll Gattopardo al caso del fumetto Paninaro, che negli anni ’80 ha dettato il passo dell’italiano dei giovani e del loro modo di vestire. Per proseguire poi con una riflessione sull’ibridismo estetico e artistico di Valentino e, successivamente, sulla relazione culturale tra Italia e Giappone nella letteratura italofona contemporanea. La seconda parte, come accennato, si concentra invece sulla lingua: la moda, infatti, oltre a essere sinonimo di italianità molto spesso “parla italiano”; così è diventata anche uno strumento per insegnare l’italiano e la cultura di casa nostra, trovando sempre più spazio manuali di italiano LS. Concludono il volume un’interessante riflessione sul Made in Italy visto da Est e sul fenomeno dei fashion blog italiani, e un approfondimento sul lessico della moda con un’analisi degli anglicismi nelle riviste femminili prima, e sull’uso degli eponimi, poi.

Date de parution
2016
ISBN
978-88-7667-576-8

NARRARSI PER RITROVARSI – Terza serie

Pratiche autobiografiche nelle esperienze di migrazione, esilio, deportazione

Da

AA.VV.

Nel momento cruciale che vive l’Europa, divisa tra egoismi nazionali e solidarietà comunitaria, tra difesa del campanile e costruzione di una civitas piu multicolore, tra espulsione di immigrati per motivi economici e accoglienza di rifugiati politici, tra rifiuto dello straniero e apertura all’altro, proprio in questo momento cruciale per il nostro futuro un volume sui riflessi letterari dell’esperienza migratoria va oltre la routine accademica. Nel volume si analizzano le pratiche autobiografiche di autori emigrati, immigrati, esiliati, deportati o confinati: non freddi osservatori della catastrofe umana attuale, ma donne e uomini che partecipano, ognuno a modo proprio, a una realtà che ci circonda e – sartrianamente – ci imbarca. Da sempre la letteratura si nutre dell’esperienza di esiliati, deportati, migranti, profughi, persone che vivono e descrivono il passaggio delle frontiere come causa di una profonda trasformazione nelle loro vite e che, in molti casi, genera un vero e proprio sradicamento identitario e culturale. Uno dei primi gesti del soggetto, la cui esistenza è stravolta da un allontanamento forzato o inevitabile dal famigliare – ovvero l’istinto dell’essere umano ansioso di ricostruirsi un’identita abitabile –, è spesso quello del raccontare, a voce o scrivendo, il proprio passato (felice o infelice) nel Paese d’origine, il viaggio, l’arrivo e l’accoglienza, la quotidianità e le relazioni sociali.

Date de parution
2016
ISBN
978-88-7667-581-2

NARRAZIONI DELLA CRISI – Terza serie

Proposte italiane per il nuovo millennio

Da

AA.VV.

Il concetto di crisi è indicatore sia di emergenze sia di nodi nevralgici che nella loro complessità generano anche desideri, e quindi utopie. Il volume invita a riflettere sulle diverse narrazioni della crisi tra il Nord e il Sud italiani, partendo dal presupposto che ogni binarismo tra utopia e distopia si origina da una molteplicità di punti di vista, i quali si organizzano nella forma del conflitto o si incontrano in un progetto per il futuro. Specialmente il passaggio alla seconda Repubblica e al nuovo millennio ha visto l’Italia trasformarsi attraverso numerosi rivolgimenti storici, socio-economici, politici e culturali che ne hanno inevitabilmente plasmato il profilo artistico come “sintomatico” della crisi. Attualmente il vocabolo ha invaso, oltre al campo economico-finanziario, in maniera capillare il piano esistenziale, al punto che ormai riesce difficile immaginare un mondo e una vita senza crisi. In questo volume si vogliono interrogare nella loro evoluzione temporale e semantica i concetti che si propongono sia come indicatori di crisi in diversi campi del sapere sia come indicatori di modalità propositive per uscirne, sia infine come metalinguaggio che riflette invece sull’ambivalenza dei concetti. Dalla lettura di questo libro è lecito affermare che le diverse narrazioni italiane della crisi, sintomi di una mutazione in atto a partire dalle avanguardie storiche, non solo fanno leva sull’ambivalenza dei valori generati dalla crisi, ma si collocano quasi tutte in una temporalità di lunga durata rivelando così la natura genealogica e stratificata della loro allarmante attualità.

Date de parution
2016
ISBN
978-88-7667-588-1

OCEANO MEDITERRANEO

Naufragi, esili, derive, approdi, migrazione e isole lungo le rotte mediterranee della letteratura italiana

Da

Pensare al Mediterraneo in un’ottica geo-culturale induce a interrogarsi e a immaginare un’identità mediterranea plurima, conflittuale quanto armonica. Un passo ulteriore implicherà il sondaggio degli strumenti espressivi, degli intrecci di voci, dei linguaggi che raccontano il Sud dei Sud, quello mediterraneo, facendo emergere, in uno con le disseminate insidie e i perigli esistenziali delle navigazioni allegoriche e reali, le mutazioni nell’assetto dei generi letterari e la formazione di idioletti e linguaggi che si affermano quale patrimonio comune ai popoli delle sue sponde. Le innumerevoli rotte e le vie marittime che solcano l’angusto spazio del bacino mediterraneo generano infatti una rete di rimandi culturali e di costellazioni metaforiche dalle fittissime maglie. Gli spazi equorei del Mediterraneo contengono sistemi insulari (Sicilia e Sardegna su tutte, ma anche i frastagliati arcipelaghi adriatici che terminano nel “cul de sac” triestino) che consegnano a pagine celebri o ancora da riscoprire i loro messaggi cifrati la cui comprensione oggi appare più un’urgenza che un mero esercizio di critica. Il cerchio mediterraneo è, nella sua perfezione, attraversato da rette, continue e tratteggiate, e dalla bisettrice appenninica che con la sua dimensione peninsulare fa sì che l’Italia vi sia completamente immersa. Le rette sono rotte esistenti da secoli e che oggi, alla luce degli avvenimenti che muovono, fondono e cancellano culture e popoli, più che mai esigono una lettura critica che confronti, non precludendo una lettura comparata o transmediale, il discorso letterario italiano contemporaneo con il contesto in cui si muove e che gli è naturale, quello mediterraneo. La linea di ricerca perseguita nel presente volume si impone come necessaria, tanto più oggi che il liquido amniotico delle civiltà è in ebollizione a causa degli attriti che riscaldano le sponde di un mare geograficamente “piccolo”, dall’alterità prossima, ma oceanico dal punto di vista delle contaminazioni letterarie.

Date de parution
2020
ISBN
978-88-7667-830-1

POLIFONIA MUSICALE

Le tante vie delle melodie italiane in un mondo transculturale

Da

Da sempre la musica unisce i popoli e le culture. Nel contesto europeo la musica di origine italiana occupa una posizione chiave, formando un linguaggio “transculturale” (Wolfgang Welsch) o “universale” (Antonio Gramsci) su un piano globale. Sin dagli inizi, ma molto evidentemente nel terzo millennio, esso si apre – a forma di polifonia – agli orizzonti italofoni transculturali. Basandosi sul concetto centrale formulatovi da Michail Bachtin, la “musica italofona” include nelle proprie produzioni musicali altre culture, altre melodie e altri punti di vista. Questo libro intende indagare la polifonia come l’unione di più voci tra loro diverse, esprimendo una molteplicità contrapposta alla monodia e interpretandola come un incontro che arricchisce e un amalgama di svariati stili ed elementi. In particolare, ci si sofferma sul ruolo svolto dalla musica nel contesto storico-etnico, collegando diverse opere letterarie e cronachistiche, teatrali e operistiche, per arrivare al (post-) modernismo e all’attualità di carattere concertistico, compositivo e cinematografico. I 19 saggi illustrano i nessi tra la musica di origine italiana e “le tante vie” dei suoi ibridismi melodici, performativi, transculturali ed internazionali all’insegna della loro diffusione storico-globale e circolazione transdisciplinare, focalizzando l’interscambio tra le culture e il dialogo tra le arti, senza trascurare le loro riscritture transmediali, trasposizioni visive e potenzialità didattiche.

Date de parution
2020
ISBN
978-88-7667-826-4

SOAVI SAPORI DELLA CULTURA ITALIANA – Nuova serie

Atti del XIII Convegno A.I.P.I. (Associazione internazionale professori di italiano), Verona-Soave, 27-29 agosto 1998

Da

AA.VV.

Il volume contiene gli atti del XIII congresso internazionale A.I.P.I. tenutosi tra Verona e Soave nell’agosto 1998. Quale Italia e quale italiano? Era la domanda posta da Giovanni Freddi nel congresso di Brescia del 1981. Domanda che, a distanza di quasi vent’anni, non ha perso la sua urgenza. Alle soglie del 2000, in un momento in cui le identità nazionali si presentano come quesito sempre più assillante e problematico, le risposte sono sfaccettate, contraddittorie e difficili, ma non impossibili. Come aveva già una volta proposto Alfredo Luzi a proposito della letteratura, un metodo per capire cos’è l’Italia è quello di parlare d’altro. È quanto è stato fatto in questo tredicesimo congresso,best rc toys dove l’Italia e l’italiano sono stati vissuti attraverso un itinerario culturale storico-gastronomico. Elemento essenziale tanto dei riti campestri quanto delle cene liturgiche ricche di simbolismo, il cibo si fa strumento di autocoscienza ed ha accompagnato da vicino il percorso narrativo della scrittura. Nella ricca gamma di saggi qui riuniti, la ritualità dell’arte culinaria viene individuata nelle attività più svariate: in relazione al computo del tempo e alla scansione delle stagioni, in termini geolinguistici e lessicali, come oggetto della pubblicità e altro ancora. Ne risulta un quadro istruttivo e penetrante oltre che divertente.

Date de parution
2000
ISBN
978-88-7667-100-5

VOLGARIZZAMENTI: IL FUTURO DEL PASSATO – Terza serie

Da

AA.VV.

Il volume testimonia la vitalità dell’interesse scientifico per i volgarizzamenti in Italia e all’estero. Nonostante si tratti di studi su un passato linguistico e culturale remoto, le nuove edizioni, le ricostruzioni filologiche e linguistiche sia di testi noti sia di testi finora sconosciuti sono all’ordine del giorno per un nutrito gruppo di studiosi. Alcuni di essi hanno contribuito alla nascita di questo volume in cui, oltre alla presentazione dello state of art e dei vari progetti in corso, il lettore troverà dei tentativi di risposta (espliciti e impliciti) all’eterna domanda: Perché studiare i volgarizzamenti? Il volgarizzamento non coinvolge solo la trasposizione dal latino in volgare. Nei saggi del volume sono studiati anche i volgarizzamenti dal francese e dal greco antico. Similmente, esso non si limitava a soli testi letterari o a testi della latinità classica. Vi troviamo anche studio sul testo di medicina di un chirurgo medievale e l’approfondimento delle intenzioni politiche e ideologiche delle varie trasposizioni studiate. I periodi su cui si concentrano i vari studi non sono solo il Medioevo, l’Umanesimo e il Rinascimento. Si procede anche all’analisi della prassi editoriale ottocentesca, sempre con l’occhio rivolto alla domanda Perché e come studiare i volgarizzamenti? e si va arriva alla contemporaneità con la traduzione dei versi di Iacopone da Todi in rumeno.

Date de parution
2018
ISBN
978-88-7667-710-6