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AREA TEMATICA 7. Scienza, tecnologia, industria
Parallele session(Panel)

Industria-tecnologia-design nell’editoria letteraria, negli house organ e nella stampa periodica del Novecento

Coordinatori
Silvia Cavalli, Università Cattolica, Milano (silvia.cavalli@unicatt.it) Giuseppe Lupo, Università Cattolica, Milano (giuseppe.lupo@unicatt.it) Davide Savio, Università Cattolica, Milano (davide.savio@unicatt.it) Carmen Van den Bergh, Universiteit Leiden/KU Leuven (c.van.den.bergh@hum.leidenuniv.nl)
Abstract

Il dibattito sulla modernità, iniziato nell’Ottocento con il Positivismo, trova nel Novecento il luogo in cui esprimersi pienamente, pur con le ambiguità che hanno fatto parlare, in proposito, di un «moderno antimoderno» (C. De Michelis). A partire dal Futurismo, il XX secolo inserisce infatti nell’agenda degli scrittori i temi suscitati dal progresso tecnologico. Il rapporto tra scienza ed etica diventa centrale, per esempio, davanti a creazioni come la bomba atomica oppure di fronte alle manipolazioni della genetica. Ma ugualmente decisivo è il modo in cui l’industria ha cambiato il contesto italiano, dal punto di vista geografico (con la trasformazione del paesaggio agricolo e l’urbanizzazione dei centri) ed economico (nel passaggio dall’artigianato e dal piccolo commercio alla produzione su vasta scala). 

Da Svevo venditore di vernici agli scrittori-ingegneri Gadda e Sinisgalli, l’industria e, più in generale, la tecnologia hanno spesso rappresentato il pane quotidiano di numerosi intellettuali del Ventesimo secolo, al punto da imbastire insieme a letteratura, filosofia e scienza quello che è stato definito un «ménage a quattro» (P. Antonello). Si pensi per esempio alla nascita dei calcolatori elettronici e alle potenzialità della cibernetica, intuite da scrittori come Calvino e Balestrini. A fronte dei molti intellettuali apocalittici, per usare la terminologia coniata da Umberto Eco, esiste anche una schiera di integrati che dialogano felicemente con la tecnologia e le nuove possibilità offerte dallo sviluppo industriale. 

Pur nella complessità dei problemi suscitati dall’oltranza tecnologica, l’industrializzazione ha infatti svelato al Novecento il lato virtuoso della modernità: aziende come Olivetti, Pirelli, Eni e Finmeccanica hanno saputo creare una sinergia tra capitalismo e cultura, coinvolgendo autori come il già ricordato Sinisgalli, Fortini, Volponi, Ottieri, Giudici, Buzzi e molti altri, per creare un progetto di società e di mondo. 

Tra le riviste a vario titolo legate all’industria italiana (Civiltà delle Macchine di Finmeccanica, Comunità di Olivetti, Il Gatto Selvatico dell’Eni, Rivista Italsider etc.), molte hanno ospitato rubriche d’autore capaci di comunicare l’azienda all’interno e all’esterno di essa, e hanno trasmesso ai loro lettori una cultura dell’innovazione che ha risonanza ben al di fuori dei confini dell’ambiente industriale. Un’attitudine che sopravvive oggi in inserti come Domenica del Sole-24 Ore, il quotidiano della Confindustria: tra le sue pagine sono presenti i nomi dei maggiori intellettuali e scrittori italiani, si discute di libri e di design, di industria, ma soprattutto di cultura nel senso più largo del termine. 

Le riviste non rappresentano solo un’occasione per parlare di industria, ma più in generale un’opportunità per sperimentare le varie forme della grafica e del design. Almeno a partire dal secondo dopoguerra, il design è venuto incontro alla ricerca stilistica del mondo editoriale, ripensando la veste grafica di libri e riviste: si pensi a personaggi come Albe Steiner, che lavora per il Politecnico di Vittorini, o come Giovanni Anceschi, che confeziona la rivista sperimentale Tam Tam e per un periodo dirige Il Verri (1996-2004), fondato dal padre. Come sosteneva l’antropologo Leroi-Gourhan negli anni ’60, del resto, ogni tappa dell’evoluzione culturale è scandita dall’innovazione tecnologica. 

In questo panel cercheremo quindi di concentrarci su alcune questioni centrali nel rapporto tra letteratura e industria-tecnologia-design, e in particolare sugli aspetti seguenti: 

  1. Industria, letteratura e house organ. Come l’industria è stata raccontata negli spazi tradizionali della letteratura (romanzi, poesie) e in quelli di riviste legate alle maggiori aziende italiane? Come le riviste sponsorizzate da grandi aziende italiane hanno influito sulla trasmissione dell’immagine di industria? 
  2. Autori poliedrici fra tecnologia e letteratura. In che modo la nuova realtà tecnologica trova un riflesso nella scrittura creativa di quegli autori che ne frequentano gli ambienti? Qual è il valore aggiunto che una conoscenza tecnica apporta alla letteratura?  
  3. Il paratesto fra editoria e design. Come interagiscono designer, editori e letterati nella creazione delle riviste? Qual è il messaggio affidato ai paratesti, alle copertine di libri e riviste, alle immagini? Come si trasforma la materialità delle riviste letterarie (o degli house organ) nel corso degli anni? 

Accoglieremo proposte di taglio storico, teorico, letterario, linguistico e intermediale che affrontino il rapporto tra la letteratura e il nodo costituito da industria, tecnologia e design nell’arco del Novecento. I saggi potranno anche partire da casi ed esempi specifici.


Sessione 1

Orario
June 28, 2021 14:30
-
16:30
Moderazione
Giuseppe Lupo
Margit Lukácsi (Pázmány Péter Catholic University, Budapest)
Albe Steiner e le avanguardie russe
Lucia Geremia (Università Cattolica, Milano)
Elio Vittorini, Albe Steiner e la ricerca grafica del «Politecnico»
Antonio Saccone (Università degli Studi di Napoli “Federico II”)
‍Letteratura e industria: «Il menabò» di Vittorini e Calvino
Luca Mozzachiodi (Università degli Studi di Bologna)
Industria e letteratura intorno a «Quaderni Rossi»

Sessione 2

Orario
June 29, 2021 10:00
-
11:15
Moderazione
Davide Savio e Carmen Van den Bergh
Chiara Marasco (Università della Calabria)
L’uomo d’affari e il letterato. L’immagine della fabbrica nelle novelle e nelle lettere di Italo Svevo
Ilaria De Seta (KU Leuven)
Borgese, il paratesto e il carteggio con Arnoldo e Alberto Mondadori
Maria Puca (Eötvös Loránd University, Budapest)
Massimo Bontempelli: da «La vita intensa» e «La vita operosa» a «552. Racconto di una giornata»

Sessione 3

Orario
June 29, 2021 11:30
-
13:00
Moderazione
Silvia Cavalli e Carmen Van den Bergh
Bianca Rita Cataldi (University College Dublin)
«L’allegria delle fabbriche»: la dicotomia nella rappresentazione della fabbrica nei romanzi di Ottiero Ottieri
Francesco Diaco (Université de Lausanne)
“Tecnologie letterarie”: Ottieri e Volponi «all’assalto» della Olivetti
Claudia Bonsi (Università degli Studi di Milano-Bicocca)
Tra memoir dirigenziale e romanzo operaio: verso le «Mosche del Capitale» di Paolo Volponi

Sessione 4

Orario
June 29, 2021 14:00
-
15:15
Moderazione
Silvia Cavalli e Carmen Van den Bergh
Zsusanna Tóth-Izsó (Eötvös Loránd University, Budapest)
Gli effetti socio-antropologici dei cambiamenti scientifici-tecnici-industriali e della produzione di massa nella percezione satirica di Giovanni Papini
Erica Bellia (Cambridge University)
«Noi siamo tutti colonizzati dalla tecnica». Riviste industriali e pensiero anticolonialista nell’Italia degli anni Cinquanta e Sessanta
Sandro De Nobile (Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara)
Viaggiatore in tempi simultanei. Sui reportage di Gian Luigi Piccioli

Sessione 5

Orario
June 30, 2021 10:00
-
11:15
Moderazione
Davide Savio e Carmen Van den Bergh
Fabrizio Fioretti (Università Juraj Dobrila di Pola)
Letteratura, industria e pubblicità nell’editoria italiana dell’Istria
Rocco Luigi Nichil (Università del Salento)
«Tutta roba del Ducrot!...» Design e artigianato liberty nella letteratura italiana del Primo Novecento
Carlo Leo (KU Leuven)
L’editoria legionaria a Fiume dannunziana

Sessione 6

Orario
June 30, 2021 11:30
-
13:00
Moderazione
Silvia Cavalli e Davide Savio
Claudia Carmina (Università degli Studi di Palermo)
Tra «pentoloni per il solfato ammonico» e «un numero inverosimile di tubi»: le lettere di Carlo Emilio Gadda all’«Ammonia Casale»
Teresa Agovino (Università Telematica Mercatorum, Roma)
«Una sostanza instabile per definizione». Nel laboratorio di Primo Levi: la precisione della chimica dal lavoro in fabbrica alla stesura dei racconti
Apollonia Striano (Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”)
Primo Levi: la forza della letteratura, il risarcimento della scienza

Sessione 7

Orario
June 30, 2021 14:00
-
16:00
Moderazione
Silvia Cavalli e Davide Savio
Stefano Giovannuzzi (Università degli Studi di Perugia)
Avanguardia tecnologica
Giovanna Lo Monaco (Università degli Studi di Firenze)
(Para)testo: l’opera di Magdalo Mussio tra editoria, graphic design e sperimentazione verbo-visiva
Filippo Pennacchio (Università IULM, Milano)
Un mostro di carta. «Frankenstein» fra tecnologia, poesia e mercato‍
Maria Belova (University of Warwick)
L’approccio tecnologico nella scrittura creativa di Giovanni Raboni